La storia di Omefi
La nascita dell’OMEFI non è stata improvvisa: è il risultato di un percorso durato quasi due anni.
Da un lato, tutto ebbe origine con l’arrivo sulle coste pugliesi, nel marzo 1991, di migliaia di profughi albanesi; dall’altro, con il Convegno di Anziani e Servitori del Signore tenuto a Poggio Ubertini (FI) dal 25 al 27 aprile dello stesso anno, dedicato — ben prima degli sbarchi — al tema “L’opera missionaria in Italia e nel mondo”.
Mentre a Poggio si rifletteva sulla missione, al vecchio Centro Bethel di Borgo Mezzanone (Foggia), proseguiva l’opera avviata con i profughi sbarcati l’11 marzo. Tre fratelli formarono un piccolo comitato per organizzare le attività sociali e spirituali: per 80 giorni offrirono ospitalità, insegnamento dell’italiano e aiuto concreto nell’inserimento lavorativo e abitativo.
Sul piano spirituale, presentarono la Persona e l’Opera di Gesù Cristo attraverso il Vangelo di Luca.
Questo materiale divenne la base di un corso biblico tradotto in albanese, stampato in 25.000 copie e distribuito successivamente in Albania.
L’arrivo di aiuti umanitari — anche economici — rese necessario un coordinamento più strutturato.
Nacque così il comitato Evangelo Per gli Albanesi (EPA), che anticipò di fatto l’OMEFI, sostenendo l’opera sul piano spirituale, sociale e amministrativo fino al febbraio 1993, anche direttamente in Albania.
Sostenuti dall’EPA, il 5 ottobre 1991 tre fratelli effettuarono un primo viaggio di perlustrazione in Albania. Sbarcati a Valona e arrivati a Tirana il giorno dopo, furono accolti con grande calore dai familiari degli albanesi ospitati al Bethel. L’opera era ormai alle porte: dopo preghiera e riflessione, l’EPA incoraggiò una squadra di fratelli e sorelle a trasferirsi a Tirana per avviare il lavoro. Il 21 novembre 1991 la squadra partì da Foggia e si unì a due fratelli già presenti sul posto. In breve tempo nacquero i primi gruppi e le prime assemblee, dal nord al sud dell’Albania.
Parallelamente, su stimolo dei partecipanti al convegno di Poggio, un gruppo di dieci fratelli iniziò a valutare la creazione di uno strumento stabile per sostenere l’opera missionaria all’estero. Tre di loro prepararono un documento che fu approvato in un incontro speciale a Poggio Ubertini. In quell’occasione venne spiegato il funzionamento dei “Gruppi di Servizio Missionario”, ispirati a realtà già esistenti nel mondo delle Assemblee, come Echoes of Service (1872) o il Missionhaus di Wiedenest (anni ’50).
Fu in quel contesto che venne presentato anche il nome e il significato dell’acronimo O.M.E.F.I. —
Opera Missionaria Evangelica dei Fratelli Italiani.
Dopo un accurato lavoro biblico e legale, due fratelli elaborarono Statuto e Regolamento, e il 6 febbraio 1993, presso l’assemblea di Via Taranto a Foggia, nacque ufficialmente l’OMEFI. I soci fondatori, provenienti da diverse regioni italiane, rappresentavano le proprie assemblee con l’obiettivo di creare uno strumento condiviso per sostenere l’opera missionaria.
Il primo Consiglio d’Amministrazione, composto da nove membri, si attivò subito per presentare alla fratellanza italiana gli scopi dell’associazione, riassunti in tre punti essenziali:
1. promuovere l’interesse missionario nelle Assemblee italiane;
2. sostenere lo sviluppo dell’opera in Albania, spiritualmente e materialmente, e incoraggiare nuove aperture;
3. mantenere e sviluppare i contatti con l’estero.
Nei primi anni furono visitate ogni anno oltre cinquanta comunità, chiarendo sin dall’inizio che l’OMEFI non era una Missione né una Società Missionaria: non imponeva scelte, non si sostituiva alle assemblee mandanti e non interveniva nelle dinamiche interne delle chiese locali. Il suo ruolo era quello di servire, coordinare l’aiuto, accompagnare i missionari e gestire con trasparenza i doni destinati all’opera.
Fin dall’inizio fu essenziale anche la rete di relazioni internazionali con altri Gruppi di Servizio Missionario. Questa collaborazione si rivelò preziosa negli anni successivi, soprattutto durante la crisi albanese del 1997 e l’arrivo dei profughi kosovari nel 1999.
I primi anni furono segnati da grande entusiasmo, ma anche da sfide. Alcuni percepivano l’OMEFI come una Missione, altri avrebbero voluto maggiore controllo sul lavoro dei missionari, mentre altri ancora temevano che sottraesse risorse all’opera in Italia. Con il tempo, però, la fratellanza comprese che l’OMEFI era uno strumento al servizio delle assemblee, dei missionari e delle chiese nascenti all’estero.
Per chiarire e consolidare il ruolo dell’associazione, il 20 giugno 1993 fu organizzato al vecchio Centro Bethel (FG) un convegno missionario nazionale, che riunì circa 3.000 credenti provenienti da un’ottantina di assemblee italiane. Oltre a due messaggi incisivi del dr. David Gooding e alla presentazione dell’OMEFI, furono condivise testimonianze di missionari stranieri, attivi in diversi ambiti dall’evangelizzazione all’editoria. I quattro albanesi presenti portarono anch’essi la loro esperienza, poi applicata negli anni successivi in attività simili.
Nei primi tre anni l’OMEFI organizzò anche numerosi convegni regionali e interregionali, talvolta con temi specifici, come raggiungere i musulmani in Italia, con la partecipazione di esperti.
Il 22 e 23 giugno 1996, in occasione della seconda conferenza internazionale dei Fratelli (IBCM 2), l’OMEFI organizzò un secondo convegno nazionale all’Hotel Ergife di Roma, con 1.500 partecipanti provenienti da 110 assemblee italiane. Predicarono fratelli dal Nord America, dall’Africa e dall’Australia, e furono condivise testimonianze provenienti dai cinque continenti, mostrando l’opera missionaria delle Assemblee e i suoi frutti concreti.
Grazie a queste iniziative, l’OMEFI divenne sempre più conosciuta in Italia e all’estero, permettendo alla fratellanza di pregare non solo per l’Albania — principale campo d’intervento — ma anche per altri missionari e opere nel mondo.
Agli inizi degli anni 2000 il numero dei soci raggiunse brevemente le 99 unità provenienti da circa settanta assemblee. Successivamente, il CdA propose una modifica allo Statuto, che limitava le cariche sociali a tre trienni, per permettere a più fratelli di assumere ruoli di servizio senza concentrazioni di potere. Nel 2015 l’Assemblea dei soci approvò un’ulteriore modifica, consentendo a più fratelli di ogni assemblea di diventare soci dell’OMEFI.
Il 1° dicembre 1996 fu inaugurato a Tirana il primo locale di culto delle Assemblee in Albania. L’OMEFI contribuì significativamente alla raccolta fondi e alla presentazione del progetto. Il locale, situato in posizione centrale, disponeva di spazi destinati sia ai servizi sociali sia alla testimonianza. Per tutelare la proprietà dei locali, il CdA istituì la Fondazione dei Fratelli Albanesi, registrata ufficialmente il 10 ottobre 1994, con membri italiani e albanesi.
Nel 1994-95 due fratelli del CdA, insegnanti dell’IBEI, tennero corsi biblici intensivi nei fine settimana a Scutari, Tirana e Valona. Successivamente fu organizzata una “mini scuola biblica” con docenti attuali ed ex insegnanti dell’IBEI. I tredici partecipanti, provenienti da diverse assemblee, vissero insieme per alcuni mesi, tornando a casa nel fine settimana per servire le proprie comunità. Questa iniziativa si rivelò cruciale durante la rivoluzione del marzo 1997, quando i missionari dovettero rientrare in patria: i giovani corsisti sostennero l’opera senza interruzioni.
Dalla fine degli anni ’90 l’OMEFI consolidò l’opera in Albania e iniziò a valutare nuovi campi d’azione, con contatti e lavori temporanei in Serbia e Croazia, iniziative a favore dei profughi provenienti da Asia e Africa centrale e attività nelle ex colonie italiane.
Nel 1999 l’OMEFI intervenne in due eventi significativi in Albania. Il primo fu l’arrivo di migliaia di profughi kosovari: i fratelli di Tirana, in accordo con le autorità, ne presero in cura cinquanta, creando contatti che avrebbero portato all’avvio dell’opera in Kosovo. Attraverso sette comunicati, l’OMEFI presentò l’opera in Italia e all’estero, stimolando una generosa risposta della fratellanza. Parte dei fondi raccolti fu destinata alla fondazione della radio “Alfa e Omega”, attiva dal 31 luglio 1999, sostenuta da donazioni italiane e internazionali, con aggiornamenti regolari sul suo andamento.
Poco dopo, a Prizren (Kosovo), giunsero una coppia di missionari italiani e la prima coppia di missionari albanesi. L’OMEFI destinò fondi all’affitto dei locali, all’acquisto di letteratura e al sostegno di una grande conferenza evangelistica tenuta da colui che sarebbe diventato il secondo presidente dell’associazione.
Dagli anni 2000 l’OMEFI ha continuato il suo servizio come strumento delle Assemblee italiane. Dopo la guida iniziale del fratello Fares Marzone, l’associazione ha visto succedersi i fratelli Pasquale Di Nunzio, Mario Valente, Carlo Bisceglia, Leonardo Del Vecchio e Paolo Irollo, tutti supportati da Consigli di Amministrazione attivi e competenti.
Negli anni il Signore ha benedetto l’opera in Albania, con la nascita e il consolidamento di assemblee a Tirana, Scutari, Valona, Lac, Elbasan, Peqin, Reshen, Lezhe, Kavaje e Flllake, alcune con locali di proprietà della Fondazione albanese, altre in affitto, e la formazione di numerosi gruppi a Babrru e Durazzo. L’impegno ha coinvolto fratelli italiani e stranieri, oltre a fratelli e sorelle albanesi, alcuni raccomandati a pieno tempo. Tra i tanti, meritano menzione Salvatore Corcelli, Mimmo Ciociola, Tommaso D’Andrea, Massimo Ricossa con le rispettive mogli, Rinaldo Diprose, Peter Hedley e Bernardo Oxenham.
L’OMEFI ha seguito da vicino anche il Kosovo, la Serbia e il Montenegro, sostenendo le Assemblee nei loro bisogni, e ha mantenuto un costante rapporto di comunione con le chiese tramite i periodici Spighe, Echi dal mondo e Il Cristiano.
Molti sono stati i ministeri realizzati: evangelizzazione nelle carceri, alfabetizzazione dei rom, accoglienza ed evangelizzazione dei migranti, aiuto materiale e spirituale ai terremotati e ai poveri di Tirana. In particolare, il servizio tra i migranti in Italia ha permesso di offrire sostegno pratico e spirituale in un periodo di normative ancora poco definite, portando alcuni profughi ad abbracciare la fede in Cristo.
Oggi l’OMEFI opera in Albania, anche nella nuova realtà di Manza vicino a Durazzo, e in Kosovo, a Prizren e nei villaggi di Dragash, Gjonaj e Pirane, dove Bardhyl e Izetja Morina, ex musulmani convertiti, servono a tempo pieno. Inoltre l’associazione collabora anche con “Children’s Home” in Cambogia, un’associazione impegnata a gestire case famiglia per minori a rischio di traffico o maltrattamenti, portando testimonianze di fede e amore di Dio.
Il servizio dell’OMEFI continua, con la consapevolezza che la missione resta al centro dei pensieri di Dio.